martedì 28 ottobre 2008

Onde meccaniche

Cispovivendi buonanotte,assonnato

eccomi a voi a scrivervi due piccole recensioni, piccole perche' stranamente mi sta venendo sonno e allora ne vorrei approfittare pollice alzato

Questa mattina, nella mia ormai lunga convalescenza, ho letto l'altro libro che mi era stato regalato per il compleanno da 626, Rosa e Carmen abbraccio: "L'onda perfetta" sempre del "santone" Bambaren.

Debbo dire che questo libro, anche se rimane pervaso da quell'irrefrenabile desiderio di spiegarci come va il mondo e la felicita' solo chiacchiere e distintivo, e' stato molto piu' piacevole da leggere e forse molto piu' in sintonia con il "me stesso" attuale.
Il libro (meglio dire fascicoletto linguaccia) narra di un uomo d'affari, ricco e affermato che un giorno capisce di essere infelice nonostante tutte le sue ricchezze, cammina sulla spiaggia davanti al suo lussuoso appartamento ed incontra un barbone, che altri non e' che un ex-infelice come lui che si trova li', nella "spiaggia dei sogni", per spiegargli come essere felice e nel frattempo lo alcolizza di Porto ipnotizzato.
Sicuramente, non visto dagli altri, il losco figuro si trasforma in delfino e va a cavalcare le onde, ma questo era troppo anche per Bambaren risata pazza.
E' inutile dire come va a finire la storia, pero' gli va dato atto che questa volta rimane molto piu' realistico e umano rispetto al mammifero pinnato e surfista. In piu' la storia si lascia leggere tranquillamente lasciandoti una leggera sensazione di freschezza, tipo brezza marina.
Ringrazio 626 per averlo scelto bacio ma non saprei dirvi se lo consiglierei a qualcuno, anche perche' prima ho una lista di altri titoli, pero' forse a qualcuno che come me fa' questo "sporco lavoro" con le dita sulla tastiera potrebbe servire, uno che, molto spesso, sogna di mollare tutto ed aprirsi un chiosco di grattachecche sulla spiaggia cool.
A questa persona potrei anche consigliare "Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto. Altre atmosfere, ma sempre sulla spiaggia si finisce...e qui c'e' anche il chiosco di grattachecche! sorrisone

Il mare, quello d'acqua salata, sembra esserselo dimenticato il cubico Wall-E, tutto intento a spalar rifiuti e a sognare un amore da film, perso com'e' nei ricordi d'una civilta' fuggita via e che gli si presenta davanti agli occhi (meglio dire telecamere) attraverso vecchi musical anni 50.
L'amore arrivera' cosi' come l'avventura, portati entrambi da una robottina di nome EVE, un incrocio tra un I-Mac e Aibo.
Il film va visto, come tutti i film Pixar, anche se la storia non e' entusiasmante e la regia e' quasi felliniana, stile difficile da amalgamare con l'animazione 3d.
Andrew Stanton cerca di mostrarci il decadimento dell'uomo davanti al consumismo estremo, l'accidia derivata dal benessere e la mancanza di relazioni umane dirette (tipo tenersi per mano) ormai svalutate da instant message e social network.
La storia conta anche tutta una serie di gregari buffi e qualche cattivo di facciata. Il vero cattivo e' ovviamente l'uomo, distruttore del suo stesso pianeta e ignavo difronte ai disastri da lui stesso creati.
Bella ovviamente la confezione visiva e l'animazione, strepitoso il comparto sonoro, cosa che non poteva essere altrimenti in un film dove per gran parte della durata della pellicola vengono pronunciate solo pochissime parole, anche se distorte in mille sfumature dal rozzo sintetizzatore vocale di Wall-E o dall'evoluta versione installata in EVE.
Fautore di tale magia nientemeno che Ben Burtt, sound designer di tutti i "Guerre Stellari" applauso, un uomo che e' riuscito ad inserire un barrito d'elefante nei motori di un caccia stellare facendolo diventare "il vero suono di un caccia stellare".
A persone cosi' debbo tutta la mia gratitudine in adorazione.

Anche questa volta ho scritto troppo.
Mentre il mio piede sta per esplodere dal gonfiore e la notte scorre placida fuori dalla finestra, buona notte cispovivendi stella, vi auguro bei sogni, magari avventurosi...ma se in lontananza doveste sentire il barrito d'un elefante, a scanso d'equivoci, tenete in caldo il vostro blaster cowboy e che la forza sia con voi!

3 commenti:

Mircaccio ha detto...

Ah!!... Chiru.. Me immagino già in pareo a buttar ghiaccio dentro a qualche shaker... oppure a cogliere menta per qualche mojito al tramonto.. amo il mare*!
* = Inteso come posto naturale e non come crema, abbronzatura e pizza con la mortazza a mezzogiorno.

Chirurgo ha detto...

Dai che la pizza con la mortazza ti piace! :P

Mircaccio ha detto...

D'altronde fa parte dei tre capisaldi:

- la donna
- il denaro
- e la mortazza