lunedì 20 ottobre 2008

Il dono, il sogno e il delfino

Rieccomi a voi e scusate l'assenza heilà
il weekend e' stato movimentato e mi ha smosso dall'apatia degli ultimi giorni della settimana scorsa.

Oggi ho letto un libro famosissimo, "il delfino" di Sergio Bambarén, che mi e' stato regalato per il mio prossimo compleanno.
Ringrazio fin da ora 626, Rosa e Carmen per questo e per l'altro libro. abbraccio (poi voglio sapere chi e' che ha scelto i titoli meditabondo)

Questo mi da' lo spunto per parlare un po' dei sogni, delle aspirazioni e delle ambizioni di ognuno di noi.

Il libro narra, nello stile di un racconto di vita un po' mistico quasi una parabola del vangelo, la storia di un delfino e del suo sogno: trovare l'onda perfetta.
Non mi sto a dilungare su quanto, realmente, a un delfino possa importare di trovare l'onda perfetta invece che l'aringa perfetta sorrisone, ma e' evidente che l'autore abbia sfruttato il povero mammifero come metafora della sua e della nostra vita umana.
Ed e' proprio qui che volevo arrivare.
Nel libro, come in molti altri libri simil-new age, si fa' un gran parlare di sogni, di vita perfetta e perfettibile, di ostacoli e difficolta' da superare per poter vivere pienamente la nostra esistenza.
Sicuramente il tutto e' esposto per darci una lezione di vita (e gia' la cosa un po' mi irritavergogna!) ma in piu' svolge il duplice ruolo di denigrare qualunque altro tipo di vita che abbia seguito percorsi differenti.
Vorrei dire al surfista Bambaren che la vita, come il suo oceano, e' vasta e sconfinata, che ti fa' perdere e ti risucchia per poi risputarti su qualche spiaggia perduta alla ricerca di un punto di riferimento, come allo stesso tempo ti culla nella bonaccia e ti lascia scorrere felice verso la tua meta.
Non credo sia possibile sentirsi felici solo se realizziamo i nostri sogni, perche' alcuni sogni sono irrealizzabili, perche' ci servono cosi', inarrivabili, oppure perche' alcuni sogni ci vengono portati via, oltre la punta delle nostre dita, perche' qualcosa d'inaspettato c'ha cambiato la vita.
Cosa dovremmo fare a quel punto? Seguire un sogno che sappiamo irraggiungibile negando l'oggettivita' di tantissime cose oppure marchiarci sulla pelle il segno dell'infamia, della sconfitta?
Durante la mia vita ho avuto, come tutti voi immagino, miliardi di sogni, che cambiavano a seconda dell'eta'.
Da bambino volevo fare (ma guarda un po') l'astronauta e partire per lo spazio alla ricerca delle nebulose piu' belle e colorate(alla faccia della ricerca scientifica! risata pazza). Da ragazzino, sapendo che lo spazio era una cosa impossibile per la mia costituzione fisica (a meno di non tentare nel ruolo di asteroide risata) mi ero dato all'informatica e volevo inventare un'intelligenza artificiale capace di auto apprendere, l'avevo chiamata "Prometea". Peccato che la povera Prometea non aveva il fuoco degli dei in mano, ma pochi bit e kilobyte di memoria, un cervello scritto in Pascal e la capacita', si e no, di rispondere C alla domanda "A+B=?" quando per almeno 4 volte consecutive le avevamo detto A+B=C. Ed io che pensavo mi potesse tenere un po' di compagnia, invece mancava di brillantezza nei dialoghi sigh.
Poco dopo la maggiore eta', volevo portare all'estremo la mia passione per l'animazione e i miei tumulti emotivi di quel periodo e volevo "girare" un film d'aminazione, talmente bello e struggente, che le persone l'avrebbero visto solo perche' era un bel film e non perche' era un'animazione al computer (al tempo era ancora una cosa da pionieri). Scrissi anche dei soggetti, forse un giorno ve li posto qui.

Inutile dire che questi sogni sono solo alcuni dei tanti e che quasi nessuno si e' realizzato e ha molti ho dovuto e a volte scelto di rinunciare.
Sergio, cosa dovrei fare adesso? M'impicco? teschio E se non trovo la corda e sono costretto a rinunciare anche a questo, tento l'autocombustione o l'annichilimento atomico spontaneo? alieno

Vogliamo parlare invece dei doni che ho ricevuto insistendo, testardamente, nel vivere senza giudicarmi ad ogni pie' sospinto?
Quanti di voi cispovivendi lottate ogni giorno per vivere, imprecando contro gli ostacoli e i problemi ma comunque felici di riuscire ad andare avanti?
Che il vostro sogno sia semplicemente la vita stessa?
No, ne avrete a palate di sogni, alcuni realizzabili, altri semplicemente da usare come fari o come coccole sempre disponibili.

Un aneddoto della mia vita: qualche anno fa' fui lasciato da una ragazza, una ragazza che guarda caso adorava "il delfino" e che cercava anche lei la sua "onda perfetta".
Lei era, e credo lo sia ancora, una ragazza dotata di una profonda sensibilita' anche se mascherata da una simpatica rozzezza linguaccia. Beh, lei, nella sua ricerca dell'onda aveva scelto l'oceano della "carriera" nel lavoro e del prestigio sociale.
Era evidente che io non avevo nulla a che spartire con quel mondonon voglio vedere.
Un giorno (dopo che era gia' finita da un po') mi disse: "il problema e' che tu non hai ambizioni".
"In verita' io ce ne ho di ambizioni anche...ambiziose direi"sorrisone.
"E quali sono?"
"Una, per esempio, e' quella che vorrei riuscire, il piu' delle volte possibile, di far sorridere e regalare un briciolo d'allegria alle persone alle quali tengo. Un'altra, per quanto difficile, e' che vorrei ferirle il meno possibile, anche se involontariamente"
"Ma come?!" mi rispose "ma queste non sono ambizioni! E il lavoro? La carriera?"
Io non ricordo se le ho poi risposto ma era evidente che qualcosa di me le era sfuggito linguaccia.

Cosa ne ricaviamo da tutta questa storia? Boh, fate voi, mica sono Bambarén! risata pazza
Io volevo solo gridare forte la dignita' dei piccoli sogni e dei doni, piccoli e inaspettati, di ogni giorno.
Non ho bisogno d'inseguire "il Sogno" per sentirmi vivo, mi basta vivere e spesso ci riesco. A volte no, ma pazienza! occhiolino
Nel libro che, fino ad ora, ritengo il piu' bello che abbia mai letto, un personaggio minore riceve in regalo delle lucciole in un barattolo, per lui e' come ricevere il cielo stesso tra le mani. E' felicissimo.
Qualche pagina piu' tardi questo personaggio si suicida.
Aveva raggiunto il suo sogno e la sua vita poteva finire li'? Aveva capito che il suo sogno non valeva molto e non ha retto? Aveva altri motivi indipendenti da un indefinito numero d'insetti fosforescenti "al vetro"?
Murakami (l'autore) non ci da' una lettura e neanche la lascia al lettore. Per lui non c'e' lettura e' solo vita: ognuno di noi la puo' vedere come vuole.

Riguardo a sabato scorso scriverebbe:
"Il Chirurgo era rinchiuso in casa da giorni, sfatto e disordinato dalla monotonia era sul punto di rinunciare ad avere visite pur di non farsi vedere. Suono' il citofono. Erano loro. Le accolse con quanto di meglio il suo sorriso disponesse sul momento e loro risposero vociando allegre e facendogli dono di due libri che mai si sarebbe aspettato. Avrebbe avuto da leggere e da capire, ma, in quel momento, aveva tre agguerrite avversarie a trivial pursuit, acerrime nemiche dell'apatia dei giorni precedenti."

Qual'era il vero regalo? Il vero senso del tutto? Non starebbe a lui definirlo ma lo lascerebbe nelle mani del Chirurgo e, dato che sono io, me lo tengo ben stretto in tutta felicita'. innamorato pazzo

Domani mi aspetta un altro libro, vediamo cosa ne esce fuori.

Come dite? Bella la vita a casa in malattia? A volte si', perche' negarlo linguaccia

2 commenti:

eyes T.A.F.K.A. TROMBINO! ha detto...

PAOLETTOOOOOOO!!!
ma come sei profonTo XD dici sempre delle cose così belle, le condivido, ma purtroppo non riesco a farle mie... cioè a volte i sogni prendono così il sopravvento sulla realtà che se poi non riesci a realizzarli, la tua realtà diventa uno schifo che niente riesce poi a farti felice... quindi figuriamoci le "lucciole nel barattolo"... quello che hai non ti basta, e quello che ti viene offerto non è abbastanza a risollevarti il morale...
ma poi ti svegli una mattina e inspiegabilmente sei felice, non c'è motivo, nulla è cambiato dal giorno prima, ma sei leggera, col sorriso sulle labbra e con la voglia di cantare :)
peccato però che poi il giorno dopo ricadi nel baratro... e si va avanti così, alti e bassi, alti e bassi... e a volte non ce la fai proprio più...
ma poi entra in gioco il lavoro, che volente o nolente devi fare e che quindi ti tiene la mente occupata, e la valigia sempre piena... ma sotto cova sempre l'insoddisfazione e tanto prima o poi ritornerà a galla...
Oddio ke pessimismo... però è così ke la penso, sarebbe bello godere delle piccole cose, e magari in quel momento ci godi, ma se poi ci pensi con più attenzione, ecco che ridimensioni tutto e dici "non mi basta"...
E' vero come dici che molti sogni devono essere SOGNI, irrealizzabili, che ci servono per coccolarci un pò, per fantasticare, e vivere per qualche momento in un mondo diverso, dove sei, hai e fai quello che vuoi...
e l'onda perfetta poi... mi viene in mente il mitico film POINT BREAK (quanti sogni mi sono fatta su Keanu Reeves...) dove patrick swaize alla fine muore cavalcando la sua onda perfetta... ma lì è stato meglio così, perchè se fosse sopravvissuto lo aspettava la galera, e allora meglio morire che perdere la propria libertà... COOOMUNQUE, per quanto mi riguarda, la mia è troppo irraggiungibile, per cui (vista anke la mia smisurata pigrizia) la lascio perdere, e forse un pò condivido quello che dice l'autore, ma nel senso che è inevitabile che non facendo la vita ke vuoi, muori, muori dentro, non vivi bene e quindi FANCULO MUORI PERCHè NON SERVE A NULLA VIVERE!!!... e basta anche con le solite frasi fatte "se proprio lo vuoi fai qualcosa e prenditelo" perchè certe cose sono troppo difficili da prendere!!!
vabbè dai sto esagerando però il concetto spero di averlo espresso bene tra le righe :D
e poi capitemi, sto scrivendo di getto mentre alle mie spalle si sta tenendo un' udienza...
VABBè magari non c'entra nulla tutto questo poema che ho scritto, ma come ho già detto, mi è venuto di getto e accettatelo così com'è, fatelo per me, è stato uno sfogo di una giornata che si prospetta infernale...
Saluti e baci da Catania!

P.S. padrune, mi dispiace che state cusì, non immaginavo che l'incidente alla caviglia fosse così "grave" mannaggia!

Chirurgo ha detto...

Trombina! (come suona ose' XD )
E' vero che se non fai quello che vuoi alla fine rinsecchisci (dentro, perche' fuori e' tutto il contrario), pero' a volte bisogna anche imparare ad accettare che quello che volevamo con tutti noi stessi, crescendo diventa meno importante ed altre cose ne prendono il posto.
Sono d'accordo con te che le piccole cose non fanno una vita felice ma ne profumano semplicemente l'aria...se e' l'aria che ti manca, e' tutto un altro discorso.
C'e' stato un periodo che, come te, facevo il bungee jumping emotivo e, per andare avanti, mi nutrivo di briciole di felicita'. In quel periodo ho conosciuto te e me ne sono prese di briciole :)) pero', sentivo dentro un voce che mi urlava:"basta con le briciole, prenditi la pagnotta!". Dopo tante indecisioni e mille paure ero deciso a cercarmi una pagnotta da mordere a quattro ganasce, preparato(credevo) anche ai fallimenti che ne sarebbero derivati.
Alla fine, gran botta di xulo :D, e' stata la "pagnotta" a trovare me ;)
Ora ancora mi mancano dei contorni, ma ho di che sfamarmi :))
Tutto questo per dire cosa?
Beh, che e' giusto sopravvivere di piccole cose per avere l'opportunita' o la fortuna di arrivare a prendere quelle grosse, ma anche decidere di dare il tutto per tutto per arrivare direttamente a quelle grosse, solo bisogna stare attenti a valutare cosa veramente vogliamo.
Eppoi, dato che la fortuna spesso ci casca addosso inaspettata, conviene sempre proiettare i nostri desideri in oggetti non troppo pesanti. Pensa se invece di briciole e pagnotte l'avessi figurata come sassolini e massi...avrei ancora il mal di testa! :D :D :D